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Sanità in emergenza assoluta, l’allarme di Leva: spesa pubblica inferiore alla media europea

Settantamila posti letto in meno, 175 ospedali chiusi, macchinari obsoleti per l’83 per cento delle strutture sanitarie: poi, più ancora, un rapporto tra spesa sanitaria e Pil pari soltanto al 6.5 per cento – soglia limite indicata dall’Oms, sotto la quale si registrano l’impossibilità di garantire un’assistenza di qualità e neppure l’accesso alle cure, con conseguente riduzione dell’aspettativa di vita – al di sotto della media europea, che si attesta al 7.5 per cento.

Sono numeri impietosi, quelli forniti sulla sanità pubblica dall’onorevole Danilo Leva. Il candidato per Liberi e Uguali alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Isernia ha tenuto una conferenza stampa stamani a Campobasso, assieme agli altri membri delle liste per la Camera e il Senato, Giusy Occhionero, Nicola Palombo, Gianmaria Palmieri e Michele Durante.

Nel corso della stessa ha evidenziato come, nel programma di LeU, la sanità pubblica sia un tema centrale, considerando il definanziamento programmato per i prossimi anni dal Documento di economia e Finanza, che prevede una percentuale del rapporto spesa sanitaria-Pil del 6.4 per cento nel 2019 e del 6.3 per cento nel 2020.

Si tratta di precise scelte politiche – ha sottolineato Leva – Se a tutto ciò aggiungiamo i numeri delle liste di attesa, con tempi addirittura triplicati, capiamo che siamo in assoluta emergenza. Se manca il diritto alla salute vuol dire che il paese non va avanti. Non è un caso che l’OMS riferisca che 12 milioni di italiani rinunciano a curarsi. In questi anni abbiamo assistito a una privatizzazione strisciante, circostanza questa che in Molise vale ancor più. Noi abbiamo una mobilità passiva tra le più alte d’Italia e una mobilità attiva ugualmente tra le più alte, ma guarda caso solo verso i privati. La nostra non è una guerra, ma se il privato finisce il budget sospende il servizio e il cittadino non è garantito: è già accaduto. Nel nostro programma – ha aggiunto – ci impegniamo a incrementare la spesa pubblica in sanità, a prevedere assunzioni per 40 mila operatori medici, l’abolizione del super ticket e il superamento dell’intramoenia”.

E a chi possa muovere l’obiezione della mancanza di risorse, il deputato replica prontamente: “Basta allocarle diversamente, garantendo il diritto alla salute indipendentemente dal reddito di ciascuno di noi”. Infine, ancora un passaggio sul Molise: “Abbiamo a cuore – ha concluso Leva – il superamento dei piani operativi di questa regione, con il rapporto tra pubblico e privato che, lo ribadiamo, va totalmente rovesciato”.